Bilancio Iren al setaccio, Bruno (Fds).”L’azienda compensa i cattivi risultati spremendo gli utenti”
Ad Antonio Bruno, capogruppo Fds, il fatto che Iren abbia consegnato ai consiglieri due grafici palesemente falsati in modo ad indurre a pensare che le cose vadano meglio di come stiano in realtà andando, proprio non è andato giù. Dalla presentazione (in inglese) che si trova sul sito di Iren il servizio idrico fornisce il 27% del risultato operativo prima delle imposte (EBIT), mentre rappresenta solo il 19% del giro d’affari di Iren.

<Traduzione: Iren compensa i cattivi risultati dei settori che agiscono su mercati concorrenziali, elettricità e gas che sono in difficoltà spremendo gli utenti dei monopoli – acqua, rifiuti-, le cui tariffe devono coprire tutte le spese del servizio – dice Bruno -. Gli utenti, pardon clienti, non possono in nessun modo difendersi perché non hanno possibilità di scelta, mentre i nostri “rappresentanti”, al governo della città e dello Stato, promuovono gli interessi privati>.
In particolare, Mediterranea delle Acque nel 2015 ha dato a Iren 20,6 milioni di dividendi (quasi un quinto dell’intero utile di Iren) pur avendo un fatturato che è solo un venticinquesimo di Iren!
I genovesi pagano un tributo, essendo il servizio obbligatorio (comprende anche l’allaccio alla fognatura e le spese di depurazione).
L’utile realizzato dal gestore dipende da una decisione politica, cioè dalla tariffa che è decisa dall’assemblea dei sindaci (in buona parte, per Mediterranea delle Acque: dal sindaco di Genova).
<La tariffa cresca ogni anno, questo è il segreto del buon risultato di Iren, ammette “Water networks: Synergies achievement together with positive tariff trend and…”. In questi giorni assistiamo al teatrino dell’amministratore delegato di Iren, Massimiliano Bianco, a suo tempo allontanato dall’acquedotto pugliese e prontamente nominato dal trio Fassino sindaco di Torino, Doria di Genova e Vecchi di Reggio Emilia, che, disinvoltamente, “fa lo spesso” con Genova sulla questione Amiu. Sembra che sia Iren a aiutare Amiu, sarà invece Amiu a aiutare Iren portando i suoi rifiuti negli inceneritori mezzi vuoti di Torino e Parma e garantendo con la tariffa dei rifiuti utili ulteriori ai fondi speculativi o meno delal multiutility. Insomma siamo di fronte all’ennesima svendita di un patrimonio pubblico saccheggiato e deprezzato dagli amministratori, d’intesa con i poteri forti che governano città e regione. Le sprezzanti dichiarazioni del dottor Bianco non sono una dichiarazione d’indipendenza da condizionamenti politici, ma l’espressione arrogante e senza veli della soverchiante potenza degli interessi privati di fronte all’interesse pubblico>.



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